Matteo Bagnaresi: un’altra morte annunciata
Pubblicato da ladycalcio su Martedì, Aprile 1, 2008
È il 3° lutto in meno di 14 mesi, dopo quelli dell’agente Filippo Raciti e dell’ultrà laziale Gabriele Sandri.
A trovare la morte all’autogrill, nuovo teatro degli scontri fra tifoserie, è l’ultrà del Parma Matteo Bagnaresi, per una tragedia in 3 atti dal copione fisso. 1° atto: costernazione a 360 gradi per un’apparente fatalità che non trova spiegazioni, rinvio della partita Parma-Juve, testimonianze univoche che attribuiscono alla vittima una fama impeccabile di bravo ragazzo. 2° atto: si apprende che Bagnaresi aveva appena terminato di scontare 3 anni di diffida dall’accesso agli stadi; i testimoni oculari riferiscono di sfottò, scontri, spranghe e facinorosi incappucciati, le perizie evidenziano danni al pullman dei tifosi juventini.
3° atto: l’ondata emotiva, gli pseudoopinionisti nostrani e le vacillanti italiche istituzioni partoriscono le proposte più assurde, come quelle di vietare le soste agli autogrill (!) e tutte le trasferte organizzate.
Questo il copione fisso di una tragedia che si ripete ciclicamente, alla faccia delle rassicurazioni secondo cui i provvedimenti restrittivi introdotti dopo la scomparsa di Raciti e Sandri avrebbero apportato al calcio evidenti benefici in termini di sicurezza. In realtà, come appare evidente, altro non si è ottenuto che di spostare le violenze dagli stadi a fuori. In effetti, non di un problema specifico del calcio si tratta, anche se di calcio porta a morire.
Il discorso si allarga inevitabilmente al piano sociale e a fenomeni paralleli quali il bullismo nelle scuole e i rave party, prodotti finali di una lunga serie di storture aventi la stessa matrice. Deviazioni comportamentali dalle radici profonde, che attingono all’humus del crollo dei valori, del permissivismo e del garantismo e che, per parafrasare il linguaggio calcistico, fanno capo a due vertici: vertice basso la famiglia, con genitori ciechi, sordi e indifferenti alle attività e alle frequentazioni dei figli, vertice alto uno Stato alla deriva, sopraffatto da problemi inveterati ormai ingestibili, che si dibatte improvvisando provvedimenti di emergenza che penalizzano i cittadini onesti.
Reputandomi fra questi ultimi, sottolineo che lo Stato di un Paese dell’Europa – e non del terzo mondo – è tenuto a garantirmi sicurezza e incolumità dentro e fuori gli stadi. Come, non è un problema mio. Questa affermazione, come da decenni a questa parte, richiama la necessità di rifondare le Forze dell’Ordine, con relativi nuovi parametri di reclutamento, selezione, addestramento e retribuzione degli agenti. Discorsi sentiti alla nausea a fronte di una realtà squallida: Polizia e Carabinieri hanno abbandonato l’interno degli stadi, dove l’ordine è affidato agli steward, brutte copie delle maschere dei teatri. Ma anche dove rimangono, con tutto il rispetto per la buona volontà e lo spirito di sacrificio dei più, le Forze dell’Ordine non sempre si distinguono per brillantezza di idee e di intervento.
Ora, ad esempio, il Sindacato di Polizia sventola bandiera bianca e propone di vietare incondizionatamente le trasferte organizzate. Si profila una resa ingloriosa dello Stato, che “abbassando i pantaloni” toglierebbe ogni residua fiducia al cittadino e darebbe ancor più lustro al crimine. E poi non meravigliamoci se l’Uefa minaccia di revocare l’assegnazione della finale di Champions League 2009 a Roma.
Sfiducia nei nostri confronti più che motivata, alla luce di quanto osservato fuori dallo Stadio Meazza una mezz’ora prima dell’incontro di campionato Inter-Juve: un cordone umano di pochi poliziotti fungeva da scorta tardiva ai tifosi ospiti, indirizzati inspiegabilmente al cancello 8 in concomitanza con l’entrata della Stampa, improvvisando un varco nel grande afflusso della tifoseria locale. “E vi pagano pure!” sbottava seccato un distinto signore.
Quanto alla Polstrada, se è vero che non può controllare tutti gli autogrill, è altrettanto vero che le pattuglie impegnate a multare le vetture che percorrono le autostrade a fari spenti con sette soli potrebbero essere destinate a mansioni socialmente più utili. Alla pari di quei pubblici ufficiali che bulleggiano infliggendo 370 euro di multa agli organizzatori di manifestazioni locali che affiggono una locandina o una freccia direzionale fuori dai caselli autostradali sotto i segnali degli incroci stradali.
No, non sto parlando di “Carlotta e Peppino oggi sposi”, scritto su un lenzuolo appeso a un ponte dell’autostrada, ma di quelle segnalazioni “artigianali” che indicano il ritrovo della strapaesana, della corsa ciclistica amatoriale o della manifestazione di motocross, a beneficio di chi la domenica sceglie lo sport sano – magari devolvendo gli introiti in beneficenza. Quando è arduo stabilire se sia più ridicola la legge o l’accanimento nel farla applicare. E quando, comunque sia, il cittadino onesto ne esce schifato.
Tornando al calcio: il primo parto d’ingegno dell’Osservatorio Nazionale dopo la morte di Bagnaresi è stato invalidare i tagliandi per Atalanta-Inter già venduti fuori dalla Provincia di Bergamo. I posti della tifoseria ospite verranno riempiti da bambini, anziani e allegre famigliole del luogo, con tanti saluti ai diritti dei sostenitori lontani.
Ripenso all’istante a due ragazzi austriaci simpatizzanti nerazzurri conosciuti casualmente al Meazza, sempre in occasione di Inter-Juve, venuti espressamente da Vienna per assistere a una partita a rischio 4, per la quale i famigerati tagliandi avrebbero dovuto essere venduti ai soli residenti nella Provincia di Milano. “Dove vi siete procurati i biglietti?” avevo domandato loro. “Da un bagarino qui fuori dallo stadio”, mi avevano risposto, “come facciamo sempre”.
Ricordate quel vecchio slogan da stadio? “SIETE RIDICOLI”!
Roby88 detto
Hai ragione, le nostre grandi menti non sanno che partorire provvedimenti palliativi che violano la libertà dei cittadini e non servono a migliorare neppure di poco la situazione gravissima in cui versa il nostro calcio – figuriamoci a risolverla.
Quella di Matteo è una morte annunciata e seguita da tanti discorsi e polemiche, restrizioni e limitazioni della libertà dei cittadini … per ritrovarsi daccapo al prossimo scontro fra tifoserie.
lothar detto
Ma provare a imitare quello che hanno fatto gli altri no? Perché non si fanno un viaggetto in Inghilterra dove il problema è stato affrontato con successo?
Certo, poi bisogna fare applicare le leggi….
Pino detto
Lothar, hai proprio ragione. Ho assistito a delle partite di campionato inglese e devo dire che oltre Manica la musica è un’altra.
Allora, o si fa sul serio, o la si pianti di stressarci con tornelli, divieti di trasferta, incontri a rischio 4 e compagnia, se poi manca la volontà di affrontare i problemi alla radice.
Certo, far applicare le leggi comporta dei rischi da parte delle forze dell’ordine. E allora ci si decida a equipaggiare come si deve questa benedetta Polizia, in modo che possa intervenire nelle situazioni calde, anziché mandarla a rompere le scatole ai cittadini onesti. Tenendo sempre presente che il rischio fa parte di quel mestiere.
Bambolina&Barracuda detto
è tutto annunciato x te..la morte d questo ragazzo,l’infortunio d ronnie…ma viste ke le cs le sai in anticipo xkè nn le dici almeno s evitano?
ladycalcio detto
A Bambolina&Barracuda:
Avevo visto in anticipo anche la vittoria di Champions del Milan con “un’azione controversa”, ma non l’ho potuta evitare…